Consigli relazionali - che partner ho? - Parte 2

Consigli relazionali - che partner ho? - Parte 2

Dimmi che Padre hai e ti dirò che Uomo cerchi.

Benvenuti in questo nuovo articolo della Dott.ssa Doriana Elia, che ringraziamo per l'analisi delle formazioni caratteriali degli individui. In questa seconda parte della tematica capiamo come la figura paterna influenza le scelte relazionali dei figli in futuro. Il primo articolo puoi raggiungerlo cliccando qui!

Il rapporto che si è avuto con il padre, sin dalla prima infanzia, il più delle volte o meglio, quasi sempre, influenza le scelte future.

In psicologia viene definito “Complesso di Elettra”, quel comportamento che assume una bambina quando, desiderando di conquistare il padre, si mette in competizione con la madre. È questo l’equivalente, al femminile, del “Complesso di Edipo”. Per cui, per trovare il compagno più adatto, quello che potrebbe definirsi ideale, è necessario superare tale complesso.

Nella prima infanzia, per una bambina, il padre rappresenta il primo modello di uomo, per cui, le prime sensazioni, le prime esperienze, i suoi comportamenti, i rapporti tra padre e figlia, saranno determinanti nella formazione del carattere, e non solo, perché poi potranno diventare un esempio da ricercare o, di contro, qualcosa da evitare in assoluto.

Vediamoli insieme:

1) Il papà autoritario: questo tipo di padre è, spesse volte, impegnato e assorto solo nelle attività lavorative/professionali, severo ed intransigente, di solito, è lui stesso vittima di un altro padre autoritario; un copione che si ripete a livello generazionale.

Con la sua autorità spiccata può impedire la libera espressione del sé, limitare le esperienze, creare insicurezza e bassa autostima, per cui la bambina crescendo tenderà a ricercare un compagno altrettanto dominante, duro e discontinuo. È il modello relazionale che ha imparato.

L'uomo da cercare?

Visto che la comunicazione con un padre di questo tipo è unidirezionale, bisognerebbe aspirare a un compagno che ami il dialogo, che ascolti e non giudichi, creando un rapporto paritario e simmetrico. Una valida alternativa è l'autorevole, che si pone come guida, ma è aperto al confronto, cioè, che dà sicurezza, ma non toglie l'indipendenza.

2) Il papà amicone: il papà amico, l’eterno Peter Pan, che sicuramente da un lato dona spensieratezza e, quando si è piccola, averlo accanto è una gioia, perché con lui tutto è permesso e, spesso, fa da contraltare a una madre costretta a essere severa. Se i suoi punti di forza sono la confidenza, la spensieratezza e il buonumore, il lato negativo è quello di non essere una figura guida forte, quindi, può indirizzare verso comportamenti superficiali e perennemente infantili

L'uomo da cercare?

Per contrapposizione, la scelta potrebbe ricadere su un uomo concreto e pratico, che prende in mano la sua vita con responsabilità. In questo caso, avere accanto un uomo che sia un maschio, che abbia ben chiaro qual è la distinzione dei ruoli nella coppia, senza volerli prevaricare, ma solo ribadirli, per lasciare la libertà di essere femmina. Può essere adatto anche un compagno ironico e "leggero", a patto che non diventi la colonna portante della coppia, facendogli da madre invece che da compagna.

3) Il papà disinteressato: un padre così è un evitante, incapace di comunicare a livello emotivo che spesso nasconde, dietro la sua evanescenza, il suo essere anaffettivo. spesso costruisce rapporti frammentati con la figlia, fatto di assenze e di poca comunicazione, che possono portare a scatenare paura, insicurezze e rabbia, ma anche di chiusura verso il mondo maschile, pensando che mai nessuno possa mai comprenderla veramente.

L'uomo da cercare?

Il rischio di duplicare la stessa dinamica è quello di rincorrere uomini centrati su se stessi, egoisti e sfuggenti, che si danno poco e che non danno mai certezze. Meglio mirare a compagni empatici, consapevoli della propria emotività, che non hanno paura di esternarla e di mettersi in gioco con il cuore.

4) Il papà inimitabile: non c'è nessuno come mio padre. Sempre presente, mai invadente, capace di supportarmi senza imporre la sua visione della vita; potrebbe essere il padre ideale, che non solo fa sorridere, ma protegge ed educa con tenerezza e collaborazione con la madre. Avere un papà così, non solo fa crescere una figlia come donna sicura e autonoma, ma le permette di relazionarsi in modo sereno con il genere maschile, conscia delle sue potenzialità e consapevole di ciò che cerca in una storia. potrebbe essere il padre ideale, che non solo fa sorridere, ma protegge ed educa con tenerezza e collaborazione con la madre. Avere avuto un papà così, non solo fa crescere una figlia come donna sicura e autonoma, ma le permette di relazionarsi in modo sereno con il genere maschile, conscia delle sue potenzialità e consapevole di ciò che cerca in una storia. Tuttavia si potrebbe correre il rischio di paragonare ogni uomo al padre perfetto per cui non riuscire mai, realmente, ad investire in una relazione, o al contrario essere attratti da uomini che sono il totale opposto del padre avuto, inconcludenti e emotivamente distanti.

L'uomo da cercare?

Come il padre, deve trasmetterle la stima di sé, confermando che è importante e speciale, dimostrandosi interessato a lei sinceramente. Ma per essere un buon compagno deve fare uno scatto in più rispetto alla figura paterna: dimostrare di ammirare la sua femminilità, facendola sentire sensuale e desiderata, attestando, con la sua passione, che continua a sceglierla giorno dopo giorno.

Nel blog di fidanzatifelici.it sono presenti ulteriori consigli relazionali, per raggiungerli puoi cliccare qui!

  • Psicologa iscritta all'ordine degli Psicologi della Campania (num. 8983).
  • Psicologa in psicoterapia dell'individuo, della coppia e della famiglia con lo psicodramma analitico presso l'istituto Mosaico di Napoli.
  • Direttrice SIT - Società Italiana di Danza Terapia - Presso l'Accademia Imago.
  • Numero di cellulare: 351 112 9716
  • Account Instagram: @psicologa_doriana_elia
  • Email: info@psicologadorianaelia.it

Dott.ssa Doriana Elia